don Marco's profileNon fulget Virtus sine L...PhotosBlogListsMore Tools Help

don Marco

Occupation
Location
Interests
cfr sito
www.novara.chiesacattolica.it.
indirizzario
Loading...
Ciao! Chiunque tu sia
lascia un saluto! 
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
ANALUZ .wrote:

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

BEIJOS   ANALUZ!

 

 

 

 

 

 

 

Apr. 9
BONNE ANNEE 2009 AVEC JESUS DE NAZARETH,VIERGE MARIE
Jan. 2
ANALUZ .wrote:
rel012.gif picture by rochmanuel
Dec. 26
Ciao Donnnnn!!!
Come stai???? Spero bene...
Io sì...a parte che nevicaaaaaaa...e sono un trampolo sulla neve con la macchina...
Un caro saluto...Sole
Nov. 28
ANALUZ .wrote:
anjos - Recados e Imagens (3693)
Nov. 28
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
Photo 1 of 6






Meteo

Meteo Italia

Non fulget Virtus sine Lumine

December 26

Buon Natale

 

Basilica S. Giuliano, Gozzano (NO), Natività

 

 

Il Bambino divino è diventato il Maestro e ci ha detto che cosa dobbiamo fare.

Per permeare tutta una vita umana di vita divina

non basta inginocchiarsi una volta all’anno davanti alla mangiatoia

e lasciarsi prendere dall’incanto della notte santa.

Occorre trasformare la vita in una continua preghiera,

ascoltare il Signore,

nutrirsi di lui.

“Questo è il pane vivo disceso dal cielo”.

Chi lo fa veramente il suo pane quotidiano,

in lui si compie quotidianamente il mistero del Natale,

l’incarnazione del Verbo.

 

Edith Stein, Il mistero del Natale, Brescia, Queriniana, 1989, p. 39

 

November 04

I cristiani e i Social Network - Continuazione della riflessione precedente

Ringrazio Vincenzo (che non conosco personalmente) e don Mattia (che conosco molto bene) per i commenti lasciati al post precedente. Vincenzo ha aperto la riflessione ad un aspetto importante, quello della reazione della Chiesa davanti al fenomeno “internet”. Don Mattia ha portato un contributo interessantissimo sul discorso di internet come evangelizzazione.

In effetti è proprio così, il luogo autentico di trasmissione della Fede non è nella conoscenza di argomenti oppure di testimonianze, come potremmo fare attraverso un sito internet, attraverso un blog o attraverso le mille e-mail che riceviamo e rinviamo con tantissimi argomenti, storielle etc., ma è proprio attraverso la mediazione della Ecclesìa, in particolare nel contesto della Liturgia dove non si è solo davanti a una parola letta, a dei gesti compiuti ma ci si trova alla Presenza del Signore e lì si può vivere l’autentica Trasmissione della Fede.

In effetti quello che mi colpisce di più di Internet sono proprio i social network dove si conoscono persone che si danno per quello che scrivono, per come si raccontano, per come si mostrano, per quello che cercano. Personalmente ho un profilo su netlog che non curo molto (fatto perché mi ero stufato di ricevere richieste); mi sono fin ora rifiutato di iscrivermi ad altri come badoo o il più diffuso facebook perché generalmente, per quello che ho potuto conoscere, non rientra nei miei interessi più specifici e il tempo è quello che è, sempre troppo poco (può darsi che prima o poi ne creerò uno su facebook, non passa giorno che non mi venga richiesto…).

Ma questi social nework, anche se non rappresentano il Locus Theologicus in cui vivere un’esperienza religiosa, non potrebbero diventare delle Piazze ove porsi come cristiani autentici, con dei valori da vivere e da mostrare (non ostentare!) in modo da poter godere della simpatia di tutto il popolo (At 2,47)? Rilancio la domanda ai lettori…

 

October 29

Internet e la religiosità nell'epoca del post-moderno

Questa mattina mi è capitato di fare un giro in internet attraverso il motore di ricerca degli spaces di MSN digitando parole come cattolico, chiesa, seminarista, prete, Gesù, Signore…

Non sono molto esperto ma credo sia significativo fare un’analisi fenomenologica di quello che emerge a riguardo. Attraverso questi spazi virtuali si può osservare quello che la gente pensa e vive.

Da un lato troviamo alcuni spaces potremmo dire fondamentalisti, dove si cerca in tutti i modi di far valere le proprie “credenze”. Ma sullo stesso versante, digitando le stesse parole, troviamo esattamente chi in tutti i modi cerca di attaccare tutto ciò che ha a che fare con la religione, soprattutto istituzionale, cercando di far leva su alcune linee di pensiero per dimostrare l’assurdità della Chiesa e del Cristianesimo in genere. Poi c’è una larga fascia di spazi in cui si mostra una religiosità fatta di devozionalismi o della religione del “sentire”, dove la vita spirituale viene a coincidere con qualcosa che è pura “emozione”, anche legata all’appartenenza a qualche Movimento. Pochissimi blog si pongono in modo più critico, alzando la riflessione a livello di ascolto e riflessione riguardo la Parola di Dio, il Magistero della Chiesa…

Quello che scrivo qui non vuol essere altro che una constatazione, senza alcun giudizio di valore. In fondo ciascuno esprime come può ciò che vive.

Mi piacerebbe sapere l’opinione dei miei pochi ma cari lettori a riguardo. Le piste di riflessione potrebbero partire da alcune domande: quello che troviamo su internet esprime sicuramente la nostra religiosità che sta attraversando la post-modernità con tutte le conseguenze. Quale potrebbe essere la svolta che noi cristiani dobbiamo attuare nel proporre al mondo di internet una chiara testimonianza di essere in comunione con Cristo e con la Chiesa? È possibile trovare una via intermedia al puro razionalismo o al puro sentimentalismo riguardo la propria visione (esperienza) della fede?

Mi piacerebbe sentire qualche opinione. Potete lasciare commenti qui sotto o meglio ancora inviare messaggi. Grazie! Provateci!

 

Salvador Dalì: "Corpus Hypercubus"

New York, Metropolitain Museum

 

October 13

Grazie!

Dopo quasi una settimana ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato un messaggio di auguri! Grazie di cuore! Per quanto riguarda la mia vita, l'unico aggiornamento che posso dare è che da settimana scorsa ho iniziato a seguire i corsi per la licenza in liturgia pastorale presso l'istituto santa Giustina di Padova! Per la destinazione pastorale si vedrà quando il vescovo mi dirà qualcosa! Nel frattempo tanti auguri al nuovo parroco di Gozzano don Enzo Sala che farà il suo ingresso domenica 23 Novembre!
October 01

Egli è il primo dopo l'Unico

Alla meditazione dei miei pochi, ma amati lettori, propogno questo testo su San Paolo, invitando ad approfondire l'argomento leggendo l'articolo "San Paolo nella letteratura moderna" de "La Civiltà Cattolica" del 20 settembre 2008 n. 3798.

 

Paolo vedendo Dio, vede con Dio questo mondo ingrato e crudele,

e assume sul suo cuore umano la passione del Dio eterno.

E poiché Dio non ha voce, egli è la voce per lui.

Egli va dove il vento lo porta, senza fine né sosta, da un capo all’altro del mondo, come un fuoco che il vento strappa e trascina oltre il mare!

E vedendo quei figli ciechi e quei popoli che muoiono senza il battesimo,

piange, si torce le mani e chiede di essere anatema per essi.

 

P. Claudel, Corona benignitatis anni Dei, Parigi, Gallimard, 1920, 169.

 

September 16

Verso l'alto!

 

 

Venerdì 5 u.s. a Cuneo è morto P. Pasquale di Girolamo, gesuita, già vicepostulatore della causa di beatificazione di Padre Giuseppe Picco. Ricordo che quando nel lontano 1996 venne a Gozzano mentre stavamo preparando una mostra documentaria sul Venerabile P. Picco lasciò a me e ai miei amici un piccolo libretto edito dall’ADP di cui era lui l’autore con una breve biografia del beato Pier Giorgio Frassati. In questi giorni l’ho ripreso in mano, mi ha colpito una frase… “Verso l’alto!”. Questa è l’esclamazione messa da Pier Giorgio alla foto mandata alla sorella Luciana (7.06.1925): indica il suo impegno a salire sempre più in alto! In Pier Giorgio Frassati scalare le montagne non è solo un’altezza fisica da conquistare, ma anche quella spirituale.

Scrive: “Ogni giorno m’innamoro sempre più delle montagne e vorrei, se gli studi lo permettessero, passare giornate intere sui monti a contemplare la grandezza del Creatore” (6.08.1923).

Pier Giorgio non è un alpinista di professione; vuole essere ingegnere, ma vede, sente, che per la sua persona, in tutti i suoi aspetti fisici e morali, lo scalare le montagne, fa bene! Nel Diario a caratteri grossi scrive: “MONTAGNE, MONTAGNE, MONTAGNE, IO VI AMO!”. Tale entusiasmo per le altezze fisiche si rivela anche in quella spirituale, che gli viene dalla fede vissuta intensamente.

Sia così anche per noi!

September 03

"Dovete andare avanti voi giovani"

Quando don Carlo fece il suo ingresso a Gozzano io avevo meno di due anni; mi ha accompagnato in tutto il mio cammino fino all’Ordinazione sacerdotale. “Ricordati che qui a Gozzano avrai sempre una comunità e un parroco che ti vuole bene” mi disse concludendo il saluto all’inizio della mia prima Messa. E così è stato, fino all’ultimo. Quando ebbe i primi sintomi della malattia ho avuto modo di fare con lui una lunga conversazione, nel periodo in cui il Vescovo mi aveva comunicato il mio prossimo cambio di parrocchia, continuata poi ancora nelle ultime settimane: “Siamo tutti e due in attesa, non sappiamo dove saremo nei prossimi mesi…” “Vorrei portare a termine alcune cose iniziate, ma sono pronto se il Signore ha progetti diversi; dobbiamo fare sempre la Sua volontà”. Fin da quando ero un ragazzino, cresciuto nelle file del gruppo chierichetti della parrocchia, don Carlo mi è sempre stato guida e maestro, a partire dalla condivisione totale di molte esperienze pastorali. Non ricordo molti momenti di verifica del mio cammino vocazionale, come si farebbe in un normale cammino di direzione spirituale; le occasioni in cui mi confrontavo con lui davanti a molte scelte della vita erano così frequenti da permettere una profonda conoscenza reciproca in cui potevo percepire in lui la conferma di quanto il Signore mi stava chiedendo di vivere.

Dal suo ministero ho sicuramente molto da imparare; ho sempre visto in don Carlo una particolare “Intelligenza Pastorale”: ogni scelta fatta aveva origine da una logica ben precisa, attenta a generare una comunità unita, fondata sull’ascolto della Parola di Dio e sulla centralità dell’Eucaristia. Per ogni quinquennio pastorale don Carlo proponeva sempre uno slogan, una icona biblica di riferimento, su cui ci si soffermava in ogni ambito; quanta cura nello scrivere le lettere a tutte le famiglie della parrocchia per introdurre un tempo liturgico, un avvenimento celebrativo importante! Aveva dentro di sé un’idea  ben chiara della Chiesa Locale. Ogni proposta era in piena comunione con le indicazioni pastorali del Vescovo e la realtà della Parrocchia per don Carlo doveva sempre più essere una esperienza di Chiesa viva, radicata nella Tradizione e protesa verso il futuro con il coinvolgimento di ogni suo membro, ampliando la partecipazione laicale alla vita ecclesiale, con l’assunzione di responsabilità condivise. Nella sua prima lettera alla comunità parrocchiale, datata 30 gennaio ’82, troviamo queste parole iniziali: “Carissimi, insieme è possibile, dipende da noi! … è parte delle mie convinzioni personali, punto fermo di ogni azione ecclesiale”. È stupefacente e commovente ritrovare, a distanza di 26 anni, lo stesso proposito e la stessa coerenza: nella lettera datata 5 luglio 2008 indirizzata al Sindaco, ai benefattori della parrocchia e a tutte le famiglie don Carlo, facendo memoria dei lavori ancora da completare del Centro Anziani, della Chiesa di S. Marta, di S. Lorenzo, del sagrato della Basilica, del 50° dell’Oratorio, scrive così: “Anch’io, con tutto me stesso, nella debolezza più che nella dedizione di energie fisiche, dalla terra o dal Cielo, come il Signore vorrà, non lascerò mancare la piccola goccia del mio sostegno a questa comunità tanto benedetta ed amata. Uniti ce la faremo!”. Don Carlo ha generato la sua comunità parrocchiale con questo spirito. Le ultime parole che mi ha lasciato poche ore prima di morire sono state: “non ho più le forze, dovete andare avanti voi giovani”. Sono per me l’invito a continuare a lavorare nella Chiesa cercando di seguire la dedizione totale con cui don Carlo, fino all’ultimo, ha offerto il sacrificio di sé stesso.

don Marco Barontini

(Stampa diocesana Novarese: "L'Informatore" del borgomanerese 30 agosto 2008)

August 21

Commento ad un articolo di Lucia Annunziata

Vorrei  portare all’attenzione dei lettori del blog una riflessione che nasce dentro di me dalla lettura di un articolo firmato “Lucia Annunziata” comparso in prima pagina e poi continuato a pag. 31 de “La Stampa” del mercoledì 6 agosto 2008 dal titolo “Aggrappati ad una spina”.

La nota giornalista in questo testo ha cercato di analizzare le tragedie avvenute in montagna in questi mesi estivi collegandole al caso di Eluana Englaro.

La mia è una umile riflessione, in questo caso, di un alpinista che è anche prete. La prima intenzione è stata quella di scrivere direttamente all’autrice; la via del blog mi è sembrata più consona per cercare di dare risonanza all’opinione pubblica seppur ristretta ai miei lettori, (in gran parte cattolici ma talvolta anche solo “alpinisti”) della cultura laica (mi verrebbe da dire di taglio laicista per non dire proprio anticlericale) che invade i nostri quotidiani nazionali e, ahimè, anche le reti televisive statali…

Non riporto l’intero testo per evitare problemi riguardo i diritti d’autore del quotidiano; chi ne volesse prendere visione, se non lo riesce a recuperare, mi contatti personalmente.

L’autrice avvia la sua argomentazione a partire dal sottile tracciato comune tra la morte sulle bianche vette e il bianco lettino in cui giace Eluana Englaro vedendo in entrambi i casi la scelta tra la vita e la morte. Sottolinea come si sia trattato ogni aspetto della morte in alta quota lasciando solo sullo sfondo la ragione per cui si corre il rischio di scalate pericolose, ossia la scelta di mettere a repentaglio la propria vita. La sua risposta la cerca direttamente sui “siti” che trattano argomenti alpinistici, citando il sito planetmountain.com riportando stralci di un testo (“Alpinismo degli 8000 e le storie da comprendere”) mostrando che le parole in quel testo si misurano senza veli riguardo la scelta di rischiare la vita in montagna.

Sono consapevole che in anni particolari della storia dell’alpinismo persino Paolo VI abbia fatto qualche cenno negativo ad una vera sfida alla montagna, criticando alcuni alpinisti per imprese troppo pericolose (non ricordo però se questo lo avesse fatto da papa o da arcivescovo di Milano…) ma mi chiedo se negli alpinisti questa “scelta” di mettere a repentaglio la vita ci sia davvero. Non mi ritengo un grande alpinista, non ho mai scalato nella zona dell’Himalaya; solitamente mi accontento delle alte vette Alpine in particolare il Monte Rosa. Nel mio piccolo bagaglio di oltre 15 anni di alpinismo vi sono stati anche momenti seri e difficili (ad esempio sono finito in un crepaccio su un ghiacciaio in Val d’Ossola durante una scalata solitaria e mi sono tirato fuori da solo… ho vissuto cadute su pendii ghiacciati etc.) ma non ho mai pensato veramente che andando in montagna, anche in condizioni difficili, io stessi scegliendo tra la vita o la morte… Sono convinto che chi va in montagna non scelga tra la vita e la morte, ma scelga sempre per la vita! Certo, andare in montagna vuol dire affrontare rischi, anche grossi, ma la consapevolezza di quei momenti è sempre quella di difendere la vita, propria e altrui! Potrei anche ammettere che vi siano degli alpinisti “pazzi” che cerchino altro dal rischio della montagna, ma di gente così  se ne trova in ogni categoria di persone…  Forse andare in montagna, anche a livelli estremi, vuol dire cercare una vita intensa, che si esprima in tutta la sua pienezza… Lucia Annunziata ad un certo punto intravede questa forza e nella dinamica di scelta tra la quiete e la sfida alla morte trova l’essenzialità dell’evoluzione della specie. Ecco allora che aggancia il caso di Eluana: “La mancata volontà della ragazza allarga (…) lo spettro di chi decide, obbligando gli altri, tutti noi, a farlo per lei. Per questa strada arriva nel cuore della società lo stesso dilemma che un pugno di uomini affronta salendo sulle alte vette: rottura o conservazione, continuità o salto nel vuoto? (…) Collocare il caso di Eluana fra le ragioni più ampie delle dinamiche umane che affrontiamo tutti i giorni, toglierlo dal suo status di anormalità per collocarlo nel senso dei gesti che l’umanità compie ogni giorno, ci permette almeno di poter discutere, uscendo dalla trappola fede-/scienza, politica-/etica e, buon ultimo, Pdl-Pd”.

Forse l’ultima affermazione ci permette di capire dove voleva arrivare l’autrice… ma mi chiedo se nel cuore della società ci sia davvero un dilemma tra vita/morte. Probabilmente si. Ed è qui il punto! Forse l’autrice di questo testo non è mai andata oltre i 1000 m.s.l.m… , forse non ha mai incontrato e parlato con degli alpinisti, forse non ha nemmeno avuto la possibilità di incontrare dei famigliari di alpinisti morti in montagna… E ancora, forse non ha mai parlato con “malati terminali”… Lasciatemelo dire, io ho avuto modo di fare queste esperienze, ma mai ho visto persone che hanno scelto o vorrebbero scegliere per la morte. Probabilmente è perché l’uomo, da che mondo è mondo, ha sempre cercato la vita. Mi rendo disponibile fin da ora ad accompagnare Lucia Annunziata almeno fino alla Capanna Margherita (Monte Rosa, 4559 m.), e, magari, mostrarle il sorgere del Sole da quel balcone sopra le nuvole e farle capire cosa cerchino veramente gli alpinisti che vanno in montagna affrontando molti pericoli…

Lettura consigliata: “Contro Vento, la mia avventura più grande” di Ambrogio Fogar.

August 14

Alla "scuola" di don Carlo

“Ricordati che qui a Gozzano, avrai sempre una comunità e un parroco che ti vuole bene” Sono queste le parole che don Carlo mi ha detto all’inizio della mia prima messa tre anni fa. Sono parole che si sono concretizzate sempre, in ogni occasione. Ricordo una lunga chiacchierata con don Carlo nel gennaio scorso, quando ci siamo confrontati sul mio futuro, nei giorni in cui il vescovo mi aveva accennato al mio prossimo spostamento. Poi i mesi successivi, i primi sintomi della sua malattia: “Siamo tutti e due in attesa, non sappiamo dove saremo nei prossimi mesi…” “Vorrei portare a termine alcune cose iniziate, ma sono pronto se il Signore ha progetti diversi; dobbiamo fare sempre la Sua volontà”. Gli ultimi giorni e le sue ultime parole… “Non ho più forze, dovete andare avanti voi giovani…” Ancora una volta don Carlo mi insegnava, con il suo esempio, come si deve “essere” preti. Mi sto chiedendo come mai il Signore abbia voluto concedermi la possibilità di essere qui, a Gozzano, in questo periodo, ma la risposta viene da sé.

Tutto è partito da qui, in questa parrocchia, alla “scuola” di don Carlo. Ricordo gli anni passati vicino a lui, sull’Altare a servire la S. Messa come in mille altri momenti di vita quotidiana parrocchiale: a riordinare ripostigli, ad appendere manifesti a tarda notte, a organizzare celebrazioni…  In ogni istante cercava di motivare le sue scelte, spesso contestate da molte persone o magari anche da me. Mai una giornata di vacanza presa per sé, le sue telefonate alla ricerca di un aiuto per qualsiasi servizio arrivavano nelle ore più impensate, anche alla sera tardi. Tutte le sue energie erano spese per il lavoro in parrocchia. Guardando a questi miei tre anni di ministero sacerdotale mi rendo conto quanto distante sia ancora la mia disponibilità ad un impegno totale rispetto a quello che vedevo in don Carlo. Ripercorrendo con il cuore gli anni decisivi della mia scelta vocazionale rivedo in don Carlo la figura di più grande importanza. Non ha mai avuto bisogno di vivere con me momenti di verifica sul cammino vocazionale come si vivrebbe nella direzione spirituale abituale: ci vedevamo così spesso che c’era ormai una conoscenza reciproca schietta. Sperimentavo di essere realmente sostenuto da lui in quello che pian piano il Signore mi stava facendo conoscere e in lui vedevo la serietà e la piena realizzazione della vocazione Sacerdotale. Un punto fermo, solido, che nemmeno la debolezza della malattia ha fatto vacillare. La maturità umana di don Carlo emergeva nella sua straordinaria capacità di vivere le relazioni, non compromessa dal suo carattere impetuoso, in quanto sapeva porre come priorità il dovere morale e religioso che mostrava con autorevolezza paterna. L’amore per il bello, per l’arte, per la cultura, l’attenzione ad ogni dimensione sociale, il rispetto e la venerazione degli anziani, la ricerca di una proposta educativa seria per i giovani, uno spiccato senso ecclesiale… tutte dimensioni che mi hanno insegnato una pastorale allargata, per raggiungere tutti.

In questi giorni sperimentiamo tutti un grande vuoto. Don Carlo ci manca! Ma ci ha promesso di non far mancare la sua vicinanza a noi, anche dal cielo. E la sua testimonianza, il suo esempio, la sua “intelligenza pastorale” saranno per tutti noi un invito a continuare a lavorare nella Chiesa senza stancarci.

don marco barontini  

 
(© L'arcobaleno - ed. speciale agosto 2008)
July 31

In ricordo di don Carlo Grossini

 

Alle ore 1.50 a.m. del 29 luglio, memoria liturgica di S. Marta, presso l'ospedale Maggiore di Novara, è tornato alla casa del Padre don Carlo Grossini, da 26 anni parroco di Gozzano (NO), mio paese di origine e Vicario Territoriale del Borgomanerese. Aveva 68 anni.
Qui di seguito allego la traccia dell'omelia della S. Messa in suffragio che ho presieduto io nella Basilica di S. Giuliano ieri sera.
 

30 Luglio 2008

Messa in Suffragio di don Carlo Grossini

Letture del mercoledì di Pasqua VII sett.

Prima lettura (At 20,28-38)

Salmo 15,1-2a.5.7-11

Vangelo (Gv 17,11b-19)

 

Traccia Omelia

Don Fabrizio nella celebrazione di ieri ha cercato delle risposte alle nostre domande, sorte dalla nostra incredulità di fronte alla morte di don Carlo, dopo una così veloce malattia, nonostante tutte le nostre preghiere e intercessioni. Ha usato le immagini bibliche del Leone e dell’Agnello, per esprimere la forza nel suo ministero e la mansuetudine e obbedienza nella sua malattia. Ora vorrei riflettere sul suo ministero in mezzo a noi. Sarebbe necessario un lungo tempo di riflessione e ripensamento di tutto quanto ha fatto in questi 26 anni.

Un tratto significativo del ministero Sacerdotale di don Carlo è sicuramente la sua Intelligenza Pastorale: è un carisma tutto suo. Oggi per preparare la veglia abbiamo ripreso tutto il materiale elaborato in questi anni. Ogni anno pastorale faceva riferimento ad un tema di un quinquennio, in piena sintonia con le direttive diocesane e della Chiesa universale. Ha sempre raggiunto nei diversi periodi dell’anno liturgico e pastorale le famiglie della comunità con una lettera, scritta sempre con grande affetto paterno. La pastorale ordinaria per lui doveva necessariamente essere organizzata e propositiva, contenere dei messaggi precisi, per far giungere a tutti il messaggio della Parola di Dio.

Da questo aspetto è scaturita in lui una Ecclesiologia nuova, aperta con le prospettive del Concilio Vaticano II e oserei intravedere anche una piena corrispondenza con l’intenzione di mons. Aldo Del Monte descritta soprattutto con il motto del XX sinodo diocesano “una Chiesa fedele a Dio e amica dell’uomo”.  Possiamo riflettere ad una idea di comunità che con non poche difficoltà, superando molti ostacoli, don Carlo pian piano ha realizzato in mezzo a noi. Una Chiesa sempre più aperta alla partecipazione laicale, con un attenzione viva ad ogni problematica umana e sociale che sapeva sempre scaturire non da una filantropia fine a sé stessa ma da un ascolto attento della Parola di Dio nel mistero dell’incarnazione. Nella sua prima lettera alla comunità parrocchiale, 30 gennaio ’82 troviamo queste parole iniziali: “Carissimi, insieme è possibile, dipende da noi! … è parte delle mie convinzioni personali, punto fermo di ogni azione ecclesiale”. Da questo il desiderio di un attento ascolto di tutti i gruppi e aggregazioni presenti e operanti in parrocchia per mettersi al passo con la Comunità, responsabilmente e nella comunione, nel totale rispetto della tradizione e nella ricerca di germi di novità che il Signore semina sempre tra noi. È incredibile ritrovare, a distanza di 26 anni, lo stesso proposito e la stessa convinzione: nella lettera datata 5 luglio 2008 indirizzata al Sindaco, ai benefattori della parrocchia e a tutte le famiglie don Carlo, facendo memoria dei cantieri ancora aperti del Centro Anziani, della Chiesa di S. Marta, di S. Lorenzo, del sagrato della Basilica, del 50° dell’Oratorio, scrive così: “Anch’io, con tutto me stesso, nella debolezza più che nella dedizione di energie fisiche, dalla terra o dal Cielo, come il Signore vorrà, non lascerò mancare la piccola goccia del mio sostegno a questa comunità tanto benedetta ed amata. Uniti ce la faremo!”.

Forse questi tratti li conosciamo tutti, li vediamo realizzati nelle opere e non solo negli intenti. Vi sono dei tratti tutti personali, più nascosti, conosciuti da chi ha avuto la grazia di frequentare don Carlo assiduamente, raccogliendone anche le confidenze. Il suo carattere ha certamente avuto modo di esprimersi: quante discussioni, battaglie… portate avanti con grande forza… chi lo ha conosciuto veramente può dire che la discussione era sempre sulle scelte, su un fatto, un episodio… mai sulla persona… detto tutto quello che doveva dire, anche in modo energico, tutto finiva lì, senza perdere la stima nei confronti di nessuno. Ma era veramente prete. La preghiera e la meditazione personale la faceva al mattino molto presto, nonostante le ore di lavoro serale si fossero protratte a orari incredibili. Lo si poteva cogliere nella omelia della messa feriale: la parola quotidiana aveva qualcosa da dire alla vita di ciascuno, della comunità. Ha avuto una fede forte, capace di tenere anche nei momenti difficili. Lo abbiamo visto allegro, lo abbiamo visto piangere. Una fede matura, capace a tenere insieme le fragilità umane col pieno abbandono alla volontà di Dio. Prima di partire per Gerusalemme, un mese fa, mi ha lasciato un biglietto allegato al dono della parrocchia per la mia prima messa, il viaggio in terra santa appunto, al quale avrebbe dovuto unirsi, per lo stesso dono fatto dalla comunità a lui in occasione dei suoi 25 anni tra noi. Ha scritto: “Al di là del nostro segno, la realtà del cammino della vita, nella fedeltà, ci conduce alla piena realizzazione della Volontà di Dio… Per me rimangono molte oscurità, che tuttavia non minano la ferma adesione al Signore Gesù”.

La Parola di Dio: è il saluto accorato di Paolo alla comunità di Efeso e la preghiera di Gesù prima della sua Passione. Parola credo adatta alla circostanza. È il saluto alla comunità di un apostolo e del Signore stesso. Sono parole accorate che sentiamo rivolte anche a noi questa sera. Siamo consapevoli dell’eredità che ci viene lasciata da don Carlo. Mi colpisce che S. Paolo fosse preoccupato per “lupi rapaci” che avrebbero devastato il gregge… intravedo la preoccupazione di tutti noi a portare avanti, con totale dedizione, quanto lui ha insegnato, in piena armonia con chi il Signore, vorrà mandare tra noi. Colpisce soprattutto il suo affidare la comunità al Signore e alla parola della sua Grazia. Don Carlo ha lasciato a tutti noi, permettetemi di dire, anche a me come sacerdote cresciuto con lui, un esempio. Paolo parla della generosità verso i più deboli: don Carlo è stato a servizio di tutti. Gesù nella sua preghiera affida i suoi al Padre e li consacra nella verità. Nel ministero sacerdotale don Carlo ha annunciato a noi la Verità che è Cristo, il Verbo incarnato. Ora tocca a noi. Don Carlo è andato in cielo sereno; una delle ultime volte mi ha detto “Vorrei avere un po’ di tempo per portare a termine alcune cose, vorrei a settembre poter fare una missione rivolta ai giovani in occasione del 50° anniversario di costruzione dell’oratorio, ma sono tutto abbandonato alla volontà del Signore”. Mi sembra di cogliere in questo la consapevolezza di aver fatto già tutto, aver fatto abbastanza per noi. È la morte di un padre, che sa di lasciare dei figli adulti, da lui cresciuti ed educati alla fede. Questi mesi di assenza della comunità hanno dimostrato quanto la sua comunità sappia camminare da sola… abbandonata anch’essa, come ha saputo fare lui, nelle mani del Signore.

 

Questa sera ore in Basilica 18.30 Santa Messa in suffragio presieduta da don Andrea Mancini. Ore 21.00 Veglia di preghiera della Comunità.

Domani sempre in Basilica alle ore 8.00 S. Messa in suffragio e alle ore 15.00 la celebrazione esequiale presieduta dal Vescovo Renato Corti.

Potete seguire in diretta gli eventi collegandovi a http://asilvera.spaces.live.com oppure dalla funzione "apri URL" di Windows Media Player o Winamp digitando radio772.no-ip.org:8000

 
 
July 23

Sono tornato da Gerusalemme!

Chiedo scusa se negli ultimi giorni non sono riuscito ad aggiornare il blog ma nel rientro a Gerusalemme non è stato possibile collegarsi ad internet. Gli ultimi giorni sono stati molto intensi, venerdì dopo la Messa celebrata nella basilica a Nazaret siamo stati a visitare gli scavi di Bet Shean e Magdala. Poi Sabato siamo stati al museo del libro di Gerusalemme, domenica siamo andati a vedere le vetrate di Chagal e il museo della Shoah. Domenica mattina e lunedì mattina ho avuto anche la possibilità di concelebrare la Santa Messa presso il Sepolcro...
Lunedì pomeriggio abbiamo fatto gli esami, poi ultima visita al Sepolcro, festa finale e...alle 3.30 partenza verso l'aeroporto di Tel Aviv.
Difficile fare un bilancio immediato. Certamente l'esperienza è stata intensa, anche perchè per me era la prima volta in Terra Santa. Poi il corso è stato intenso, ha permesso un approccio ai luoghi con un approfondimento serio dei dati archeologici che sicuramente in altro modo non avrei potuto conoscere. Mi piacerebbe avere la possibilità di tornare presto per un percorso più di meditazione della Parola sui Luoghi, così come la propongono i padri Gesuiti...
Sono molto soddisfatto! Non è stato facile salutare le persone con cui si è condivisa questa esperienza... si spera di riverdersi, di rimanere in contatto... tutte persone veramente eccezionali! Un grazie a tutti!
 
Ora sono ancora a Gozzano, in attesa di precisazioni sull'impegno pastorale nel mese di Agosto... vedremo!
Un saluto a tutti!
 
P.S. vorrei mettere le foto più belle del viaggio, vedremo cosa riuscirò a fare perchè a Gozzano non ho l'adsl...
 
July 16

Saluti dalla Galilea!

Ehi! Saluti dalla Galilea! In questi giorni non riuscivo a trovare una connessione, ora ho scoperto che andando vicino alla finestra della stanza riesco a "scroccare" una connessione wireless da non so bene chi ma funziona, così vi racconto qualche news!
Lunedì mattina siamo partiti da Gerusalemme e ci siamo diretti a Cesarea Marittima, dove, guidati dal prof. p. Eugenio Alliata abbiamo visitato gli scavi archeologici sulle rovine romane dell'antica città. Il posto stupendo, in riva al mare, in una giornata particolarmente serena e calda, ventilata dalla brezza che saliva dal mare. Camminare tra quelle rovine faceva pensare a Paolo che da qui si imbarcò verso Roma... Poi dopo pranzo abbiamo ripreso la via verso Nazaret dove siamo arrivati nel tardo pomeriggio e abbiamo celebrato la Messa nella chiesa della S. Famiglia! In questi giorni siamo ospiti di un bellissimo albergo qui abbastanza vicino alla basilica. In serata ho lavorato a trascrivere gli appunti che stiamo raccogliendo in alcune dispense condivise per prepararci allo studio e all'esame.
Ieri, martedì, siamo saliti sul monte Tabor. Anche in quel luogo, molto raccolto, abbiamo celebrato la Messa, dopo aver ascoltato la descrizione dei resti del monastero benedettino e la storia di questo monte. Con il solito manipolo di valorosi giovani e meno giovani siamo scesi a piedi, pensando alla strada fatta dai discepoli e da Gesù. Nel pomeriggio, dopo un breve riposino, siamo andati a Sefforis, luogo dove la tradizione cristiana vi ambienta il villaggio natale dei genitori della Madonna, SS. Gioacchino e Anna. Straordinari mosaici sono stati portati alla luce da scavi archeologici che datano questa località al periodo romano.
Oggi invece un trasferimento di quasi due ore ci ha portati fino a Dan. Possiamo quindi dire di aver visto tutto il percorso da Dan a Bersabea, le due estremità di tutto il territorio del popolo di Israele biblico. Nel percorso ci siamo fermati nella località di Tabgha al monte delle Beatitudini, dove ho avuto l'onore di presiedere l'Eucaristia in un contesto veramente straordinario: un bellissimo giardino con lo sfondo del lago di Tiberiade. Poi anche da lì siamo scesi a piedi, contemplando in silenzio il tutto. Siamo poi giunti a visitare la basilica del Primato, dove si ricorda la confessione di Pietro e anche il luogo dove sarebbe ambientato il finale del vangelo di Giovanni. In quel luogo abbiamo visto una cisterna antica che raccoglieva l'acqua in questo luogo dove vi erano alcune sorgenti, sfruttate anche per la pesca. Poi la chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con i resti dell'antichissima chiesa. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Dan, che è al confine c
on il Libano. Purtroppo a causa di un'incendio non abbiamo potuto vedere il parco di Tel Dan dove abbiamo visto solo dalla recinzione del parco la porta risalente al XVIII sec. a.C. La nostra visita è proseguita poi verso Banias, ai piedi del monte Hermon, quella che un tempo era chiamata Cesarea di Filippo, dove effettivamente avviene quanto narrato da Mt 16,13-20 della professione di fede di Pietro. Abbiamo visto il tempio pagano al dio Pan e i resti dei tempi pagani. Siamo poi scesi a vedere le sorgenti del Giordano, con una splendida cascata che invitava proprio ad un bel bagno, visto anche il caldo assurdo...
Anche domani si prospetta una giornata interessante. Ancora non so se sarà possibile domani aggiornarvi di quel che accadrà... vedremo! Venerdì mattina partiremo per tornare a Gerusalemme... Saluti e un ricordo in questo luogo ai lettori del blog.
P.S. Abbiate pazienza, non riesco rispondere a tutti quelli che lasciano commenti o messaggi perché in questi giorni sto lavorando solo con il palmare, che non mi da pieno accesso al blog!



--
Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f

Sponsor:
Scopri le tue passioni con Leonardo.it!
*
Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=7614&d=16-7
July 13

12-13/07/08

Rieccomi a narrarvi le avventure di questi giorni. Ieri, sabato, al mattino ci siamo recati a Qumran, per visionare gli scavi archeologici e per una lezione sul luogo delle scoperte in questo luogo, dai testi, alla comunità essena etc. Io e il prof. Orecchia abbiamo tentato di seguire il sentiero verso le grotte su per gli anfratti rocciosi in mezzo il deserto... un cartello ci diceva di prestare attenzione agli scorpioni e serpenti, nonché ad altri pericoli del deserto... siamo stati là 20 minuti a capire la numerazione delle grotte dove sono stati trovati i famosi manoscritti e siamo venuti via per ricongiungerci al gruppo che si era fermato a vedere gli scavi. Dopo pranzo siamo andati al mar morto... beh ecco, un alpinista come me si è dovuto acclimatare ai -400 m.s.l.m. non ho certo fatto fatica, anzi... bagno nel mar morto (che bello, riuscivo a nuotare anch'io!) e poi ho fatto i fanghi... (spero che nessuno veda le foto che mi han fatto...). Dopo cena ho avuto modo di p
regare a lungo al sepolcro! (tralascio ovviamente i dettagli).
Oggi invece ci siamo recati al Getzemani, dove abbiamo celebrato la S. Messa. Nel pomeriggio giro nel centro a vedere i vari mercati. Questa sera ci attende una conferenza sulle chiese cristiane presenti a Gerusalemme... vado che sono in ritardoooo. Domani partiamo per la Galilea. Non posso garantire di poter aggiornare il blog anche là, dipende se riusciremo a trovare una connessione... Vedremo!
Saluti a tutti!

July 11

10-11/07/08

Eccomi! sono ancora vivo! Ieri non sono riuscito a scrivere perché abbiamo finito tardi e mi sono fermato a parlare con un po' di persone qui...
Ieri è stata una giornata pienissima... al mattino presto abbiamo visitato la Città di Davide sull'Ofel tra la valle del Cedron eil Tyropeion, due avvallamenti della città... Abbiamo visitato, sotto la guida massima prof. Dan Bahat, il guardino archeologico, il pozzo di Warren con un tunnel scavato nella roccia per raggiungere l'acqua senza uscire dalle mura della città, e la Piscina di Siloe, osservando attentamente gli ultimi scavi archeologici che hanno mostrato il luogo certo, poco distante dal luogo della tradizione. Nel pomeriggio abbiamo visitato con p. Alliata la parte archeologica del S. Sepolcro, cercando di individuare le tracce della chiesa costantiniana. Poi abbiamo avuto l'incontro con p. Pizzaballa, custode di Terra Santa.
Questa mattina invece, sveglia presto e partenza verso il deserto del Neghev. Abbiamo visitato il sito archeologico di Tel Arad, dove gli scavi archeologici hanno documentato ben 17 stradi sovrapposti di insediamenti che vanno dal periodo Calcolitico all'epoca araba. Poi una visita al sito minore di Enim. Nel pomeriggio visita alla città di Bersabea (Be'er Sheva') dove abbiamo visto il sito di Tel Be'er Sheva' dove abbiamo visto l'ingegnoso sistema di raccolta dell'acqua, con un lungo tunnel...
Rientrati nella nostra casa, abbiamo celebrato solennemente la santa Messa... Non ci si dimentica oggi che è S. Benedetto, patrono d'Europa!
Domani saremo al Mar Morto e Qumran...
Saluti a tutti!
July 09

9-07-08

Ciao! Qui a Gerusalemme tutto molto bene! Questa mattina abbiamo visitato tutto il muro Occidentale del tempio: c'è una galleria che permette di percorrerlo per tutta la lunghezza, dalla piazza del cosiddetto "muro del pianto" fino alla via della flagellazione! Abbiamo avuto la fortuna di essere stati accompagnati dal prof. Dan Bahat che ha eseguito molti scavi in quel luogo! Una lezione lunga ma molto interessante e emozionante per essere in quel luogo sacro particolare. Poi abbiamo visitato gli scavi nella parte meridionale del muro del Tempio con il Davidson center... il tutto dalle 9 alle 14! poi pranzo solenne a Notre Dame e nel pomeriggio visita al quartiere ebraico con visione degli scavi sul Cardo romano e gli scavi nel museo. Poi cena, Messa e sistemazione delle registrazioni... Davvero si inizia a capire qualcosa di questa città affascinante e straordinaria... alla sera si è un po' stanchi per il caldo e le corse ma davvero soddisfatti per le tante cose viste e asc
oltate dai massimi esperti in materia!
Saluti e a domani! Ciao!
July 08

8-07-08

Ciao a tutti! Che giornata piena!!
Questa mattina siamo stati alla spianata del Tempio con il prof. Dan Bahat! Spiegazione veramente esauriente, non c'é che dire... abbiamo 3 ore di registrazione da sbobinare... Poi visita alla chiesa di S. Anna con la piscina probatica e infine, dopo pranzo, visita alla basilica dell'Ecce Homo con spiegazione degli scavi al litostroto e la cisterna sotterranea... Una cosa impressionante! Peccato che dopo pranzo eravamo tutti piuttosto cotti... Poi lezione in aula con p. Alliata che ci ha illustrato tutti gli scavi archeologici fatti sotto la Basilica del Santo Sepolcro! Poi Messa, Cena, e ora... ascoltiamo la lezione registrata e trascriviamo... finiremo prima del 20? Mah, speriamo! Ciao a tutti!!!
July 07

7-07-08

Ciao a tutti! Abbiamo ripreso la settimana di studenti!
Questa mattina una intensa lezione di 4 ore con Dan Bahat, uno tra gli archeologi piu' esperti di Gerusalemme che ci ha presentato la topografia della cittá con le diverse fasi di costruzione delle mura. Poi nel pomeriggio abbiamo avuto qualche ora di riposo! Meno male! Poi visita alla Cittadella di Davide con visita al museo della città, veramente interessante per capire quello che ci era stato spiegato al mattino grazie a stupendi plastici della città. Abbiamo celebrato Messa e poi visita in serata, al tramonto del quartiere chiamato Nachlat Shiva, veramente straordinario per i colori del giardino e per la veduta sulle mura della città con una luce particolarissima!
Poi, una cena solenne in un ristorante tipico! Domani ci aspettano sorprese! Vedremo!
Ciao!
July 06

6-07-08

Che giornata!
Questa mattina siamo partiti pensando di vedere la Knesset, ma purtroppo non siamo riusciti a trovare un gruppo guidato per entrare nell'unica ora nostra a disposizione... Abbiamo fatto un giro sulle mura e poi...Messa al S. Sepolcro...! (devo aggiungere qualcosa? Preferisco conservare e meditare...)
Dopo la Messa, con un manipolo di ragazzi/e valorosi/e, siam partiti verso Tel Aviv! Meta: la spiaggia! Mah, io e don Mareck abbiam pensato di fare un giro sul lungo mare.. poi, nell'ultima mezzora prima di ripartire un bagnetto nel mare caldissimo l'ho fatto anch'io! Esperienza entusiasmante salire sul pullman pubblico! Una delle nostre ragazze era seduta vicino ad un militare con tanto di mitra... Vabbe´! Poi altre cose che abbiamo visto ma preferisco non raccontare qui! Anche se non si avverte, per noi, nessun problema di sicurezza!
Rientro a Gerusalemme in serata per ascoltare un'interessantissima conferenza su Giudaismo e Cristianesimo!
E ora... doccia e nanna, perche´ domani si riprende la vita di studenti!
Saluti! 
July 05

5-07-08

Ciao a tutti! Oggi e´ sabato! Quindi niente scuola... beh, per lo meno non in aula! Questa mattina sveglia un po' piu´ tardi e poi via verso Betlemme! Dopo un giro per il mercato tipico (si vede veramente di tutto...) Visita guidata alla Basilica della Nativita´! Bello sapere che la basilica cosi´ com'e´ risale al periodo di Giustiniano e che nonostante le varie occupazioni tutti hanno avuto rispetto per quel luogo. Dopo un'attenta visita a tutto il complesso con dettagliate spiegazioni archeologiche e storiche grazie al preparatissimo prof. Fidanzio che ci accompagna e che ha organizzato tutto, abbiamo partecipato alla processione dei frati francescani a mezzogiorno! Canti gregoriani del Natale fin davanti alla grotta della nativita´...
Poi dopo un lauto pranzo visita all'Herodion. Vista straordinaria su tutto il territorio, da Gerusalemme al Mar Morto... Caldo assuro ma per fortuna c'era un vento pazzesco che rendeva meno torrida la salita fino alla fortezza... Abbiamo anche visto il luogo dove ci sono gli scavi in corso sulla tomba di Erode appena trovata lo scorso anno.
Nel ritorno ci hanno fermato al Checkpoint con metal detector e controllo dei passaporti... E´ stata un'esperienza anche quella...
Rientro nel luogo di residenza (Betania), Messa, cena e, il gruppo giovani hanno deciso di fare un giro per la citta´... abbiamo preso un pulmino taxi che ci ha portato in centro... visita alla citta´ vecchia poi siamo entrati nella citta´ nuova... non sembrava piu´ di essere qui, un luogo occidentalissimo... dal Mc Donald alla gelateria italiana! Tantissimi giovani di tutto il mondo in giro, cori di sette protestanti che cantavano per strada... Tutto un altro mondo! Ci voleva anche questa esperienza!
Per domani programma tutto speciale... non dico nulla per ora! Raccontero´ domani! 
July 04

4-07-08

E siamo giunti a Venerdi´...
Questa mattina 4 ore di lezione con la prof.ssa Lea Di Segni docente di Epigrafia presso l'universita´ ebraica che ci ha parlato dell'epigrafia della Terra Santa e poi del monachesimo sviluppatosi qui.
Siamo andati a pranzo al Pontificio istituto Notre Dame dove ho cercato P. Giovanni Solana L.C. che purtroppo era appena partito per l'Italia: l'ho salutato per telefono, forse ci rivedremo il 20! Poi pomeriggio libero per visitare la citta´... Rientro, Messa, Cena e poi via al cosiddetto Muro del Pianto a vedere l'inizio dello Shabbath e la citta´ di notte! Esperienza impressionante essere la´ in quel luogo in quel momento... cercavo invano di seguire su un libro ebraico con traduzione a fronte (in inglese pero´) quello che stavano pregando le persone vicine. Tante domande... Conversazioni edificanti con i colleghi di corso... Occorrerebbe star qui tanto tempo per cogliere realmente quello che le persone vivono qui...
Saluti!



July 03

Secondo Giorno

Questa mattina abbiamo avuto lezione presso il Pontificio Istituto Biblico dei Gesuiti! La prima persona incontrata e´ stata p. Piergiacomo Zanetti s.j., Borgomanerese! Le prime due ore di lezione le ha tenuto il prof. p. Francesco Rossi De Gasperis, che ha parlato della questione esegetica in rapporto con l'archeologia e la geografia biblica. Poi altre due ore di lezione con il p. Alliata con cui abbiamo analizzato i luoghi sacri del monte degli ulivi. Nel pomeriggio, sempre con il p. Alliata abbiamo visitato in 4 ore di visita guidata la chiesa dell'Ascensione, la chiesa e la grotta del Pater con i resti della chiesa dell'Eleona, poi la Chiesa del Dominus Flevit, e i sepolcri monumentali nella valle del Cedron.
Bello e´ pian piano anche conoscere i componenti del nostro gruppo... persone con percorsi diversi, eta´ diverse ma tutti seriamente impegnati in questo corso che ci sta arricchendo molto, non solo di informazioni ma di desiderio di cercare Qualcosa di piu´.
Saluti cari a tutti!



primo giorno

Eccoci qui! Il primo giorno si e´ rivelato subito molto intenso! Al mattino abbiamo avuto quattro ore di lezione con il prof. p. Eugenio Alliata presso lo Studium Biblicum Franciscanum, bravissimo come sempre per altissima competenza mista a francescana umilta´(poi, diciamolo, e´ delle nostre parti!). Nel pomeriggio abbiamo visitato i luoghi del Monte Sion: il Cenacolo, la tomba di Davide, La basilica della dormizione di Maria, La Chiesa del Gallicantu e la Casa di Caifa. La spiegazione storico-archeologica sul luogo e´ stata estremamente interessante, con un approccio alle fonti e al metodo di ricerca dei resti. Straordinario scoprire la successione degli eventi che questi luoghi hanno attraversato lungo gli ultimi 2000 anni...
Oggi i TG italiani hanno dato la notizia di un attentato qui a Gerusalemme. La versione arrivata a noi e´ stata quella riguardo un pazzo che con un trattore avrebbe investito alcune persone in una strada non molto lontano da dove eravamo noi. Non ci siamo accorti di nulla.
Nella sezione foto ho inserito un album che cerchero´ di aggiornare. Chiedo scusa per la poca cura grafica di questi interventi poiche´ li inserisco usando il palmare. Ricordo a chiunque volesse contattarmi in questi giorni di scrivermi a questo indirizzo: donmarco.barontini@email.it in quanto mi e´ piu´ facile scaricare la posta e rispondere nell'arco della giornata.

July 01

GERUSALEMME

Un saluto a tutti! Scrivo questo brevissimo post da Gerusalemme! Sono appena arrivato, domani iniziamo i corsi. Il viaggio é andato bene, tantissime misure di sicurezza! Vi aggiorneró! Ciao
June 10

Sede Vacante...

Avviso i gentilissimi lettori del blog che in questi prossimi tre mesi accederò a questo spaces saltuariamente, non avendo il tempo e la possibilità di farlo giornalmente...
Saluti a tutti...
P.S. Spero di poterlo aggiornare magari di ritorno dalla Terra Santa, fine luglio... vedremo!
A Presto!!!
June 01

Omelia di saluto - Pieve Vergonte

 

Omelia per il Saluto a Pieve Vergonte

 

La liturgia della Chiesa, che è maestra di vita, oggi, in questa S. Messa, mi ha fatto un dono grande. Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato lo conosciamo bene... è stato il Vangelo che ha segnato i primi mesi del mio ministero sacerdotale qui, in mezzo a voi, tre anni fa, con la Missione Ragazzi: il titolo era COSTRUISCINSIEME e la pagina evangelica era proprio quella di questa domenica IX del T.O. la Casa Sulla Roccia.

Ricordo che in quella pagina, vivendo la missione ragazzi, vedevo molti significati, molti inviti che il Signore faceva per costruire insieme qualcosa.

Al termine di questa esperienza di ministero pastorale, ritornare su questo brano mi invita a fare alcune considerazioni, che vorrei condividere con voi oggi.

Mi colpisce la frase iniziale di Gesù: è molto forte: "Non chi dice Signore, Signore, entrera´ nel regno dei cieli, ma colui che fa la volonta´ del Padre mio che e´ nei cieli".

Non e´ certo facile riuscire ora a comprendere se quello che e´ stato fatto in questi tre anni passi davvero attraverso questa logica che Gesu´ ci pone davanti. Non e´ difficile dire "Signore, Signore". Non e´ poi cosi´ difficile "fare il prete", anche bene, anche in modo che la gente possa ritenersi contenta e soddisfatta del proprio don. Ma Gesu´ vuole portarci a considerare un'altra cosa... occorre fare la 'Volonta´ del Padre'... e lo dice Lui, Gesu´, colui che dice anche che la volonta´ del Padre e´ il suo "Cibo"...

Il rischio di questo momento è quello di guardare a questi tre anni trascorsi insieme con una logica puramente umana. Potremmo soffermarci a guardare soddisfatti alle cose belle vissute insieme, alle tante relazioni di amicizia che si sono strette tra noi in modo stupendo… oppure anche fermarci sconsolati a piangere sulle cose che non sono andate come si sperava, ai mille progetti non realizzati, alle attese nei miei confronti che sono rimaste deluse, alle persone che hanno preso altre strade…

Questa è la nostra vita, la vita umana, di tutti i giorni e che, chi si ritrova a mettersi in gioco ogni giorno con le persone, come noi sacerdoti, riserva sempre molte sorprese.

La potremmo vivere sull’onda delle emozioni, assecondando l’entusiasmo o la delusione. Ma la Parola di Dio ci riporta ad un’altra dimensione. Quello che abbiamo fatto lo dobbiamo confrontare con la volontà del Padre…

“Non abbiamo noi profetato nel tuo nome? non abbiamo scacciato demoni nel tuo nome? non abbiamo compiuto prodigi nel tuo nome?” … sembrano tutte  cose grandi… “Allontanatevi da me, voi che avete operato iniquità”…

Sono parole che scuotono, fanno riflettere moltissimo. Non è facile dare una risposta. Mi sembra solo opportuno, in questa circostanza, iniziare da un Grazie.

Grazie innanzitutto al Signore. E’ Lui che, attraverso il mandato del Vescovo, mi ha portato qui in mezzo a voi, è Lui che ora, sempre attraverso il Vescovo, mi conduce per un'altra strada. Ogni esperienza nella vita ci fa crescere. Sono arrivato qui ancor prima dell’ordinazione Sacerdotale, qui ho compiuto i primi passi nel sacerdozio.

Ringrazio i sacerdoti che mi hanno accolto, in modo particolarissimo il nostro caro don Giacomo, che mi ha dato una grande testimonianza di vita sacerdotale nella fedeltà e dedizione alla Preghiera, e don Simone. Ringrazio i sacerdoti impegnati nella pastorale giovanile, in particolare un ringraziamento sentito a don Benoit, qui presente, per il fraterno sostegno nelle scelte compiute in questi anni.

Un grazie sentito alle nostre suore Sr. Giacinta e Sr. Silvia: in molti momenti hanno saputo starmi vicino con affetto, con un sostegno direi materno.

Un grazie particolare ai giovani. E’ con loro che ho camminato di più. Attraverso momenti belli e momenti più difficili. Ci siamo sopportati a vicenda; nella fatica di portare avanti scelte, non sempre comprese da tutti, nel proporre un qualcosa che coinvolgesse giovani con interessi diversi, con abitudini diverse, con percorsi e da provenienze diverse. Non è stato facile. L’esperienza della Missione Ragazzi ci ha radunati, da lì si è cercato di trovare il modo di compiere un cammino di formazione, che ha avuto i suoi momenti alti e i suoi crolli. Le crisi personali, le divisioni… tutti momenti straordinariamente “normali” che si sono affrontati con non poca fatica da parte di tutti e non sempre con il risultato sperato. Questo è quello che si vive in un gruppo oratoriano medio-piccolo, che non può certo essere il clima sereno di un gruppetto di amici, unito sulla base di un’affinità naturale e ma che non può nemmeno basarsi sul semplice “sopportarsi”. Siamo partiti dalla Missione Ragazzi con lo slogan COSTRUISCINSIEME idealmente per unire un lavoro pastorale che andasse oltre i confini delle singole parrocchie. C’è ancora molta strada da fare. Sento il desiderio di ringraziare ciascuno di voi: sia chi mi è stato più vicino sia chi ha voluto allontanarsi. Sento anche il bisogno di chiedere scusa per le relazioni che non ho saputo tenere, per i momenti in cui non ho saputo comprendervi e quelli in cui non ho saputo farmi comprendere. Ricordo che quel giovedì sera, circa un mese fa, nel nostro solito incontro, annunciando la mia imminente partenza, qualcuno disse “allora l’oratorio si scioglie?”. Ragazzi, l’oratorio siete voi. Sta voi portare avanti quel poco che abbiamo imparato insieme, sta a voi far crescere scelte serie, coraggiose, che sappiano andare oltre gli interessi personali per essere esclusivamente a servizio di chi vuol vivere un’esperienza di crescita cristiana, a partire dalla seria decisione di incontrare il Signore Gesù e non solo considerare l’oratorio come luogo aggregativo, con l’unico scopo di incontrare gli amici.

Un grazie a tutti i ragazzi e bambini delle scuole, che ho incontrato all’asilo, alle medie come insegnante, o al catechismo, i chierichetti. Non potrò mai dimenticare i vostri volti, i vostri sorrisi. Mi avete insegnato molte cose con la vostra semplice schiettezza. Con gesti semplici, anche in questi ultimi giorni, avete saputo dimostrarmi il vostro affetto.  Vi auguro di crescere sempre uniti al Signore, costruendo la vostra vita su di Lui.

Un grazie ai colleghi insegnanti della scuola (senza dimenticare le bidelle!). Mi avete accolto tra di voi con grande familiarità, con l’esempio della vostra dedizione e professionalità nell’ambiente non facile della scuola. Sempre pronti ad un dialogo che andava oltre alla realtà del mondo della scuola, pronto ad aprirsi al personale, nell’attenzione del cammino di ciascuno.

Un grazie a tutti i collaboratori della parrocchia: le catechiste, la confraternita, il coro, il gruppo dell’oratorio, tutte le persone più vicine.  Avete fatto molto per me, con il vostro esempio, la vostra dedizione.

Un grazie all’amministrazione comunale (al nostro Sindaco, Maria Grazia), sempre pronti a collaborare in diverse iniziative che in questi anni abbiamo portato avanti insieme, con simpatia e amicizia.

Un grazie a tutti, veramente a tutti, alle famiglie dei ragazzi e bambini, a chi in tanti modi ha saputo farsi vicino, alle persone che condividono con me la passione per la montagna e ho avuto modo di incontrare, magari mai in chiesa, ma in qualcuno degli alpeggi sulle montagne che coronano la nostra parrocchia nelle diverse escursioni, come la Messa celebrata su al Pizzo Camino, che stava ormai diventando una tradizione…

Ho ripercorso idealmente il cammino di questi tre anni… la Parola di Dio di questa liturgia mi porta a fare questa considerazione conclusiva:

difficile stabilire se tutto ciò che si è costruito in questo tempo sia avvenuto sulla roccia o sulla sabbia. Alcune cose sono già crollate, altre probabilmente crolleranno… in fondo molte cose si vivono solo dal punto di vista umano, sulla logica dei sentimenti altalenanti… Altre cose, forse le più nascoste, quelle che non si vedono, perché hanno scavato in profondità e sono diventate parte di noi, del nostro essere, resisteranno. Quelle poggiano direttamente sul Signore.

Non so dove sarò inviato. Ma il cammino continua, per tutti… quando si va in montagna, in alto, si cammina legati ad una corda. Capita che ci si debba dividere, cambiare cordata… probabilmente si cambia anche il passo con cui si cammina… ma difficilmente si dimenticano le persone con cui si è camminato.

Vi chiedo questo: ricordiamoci nella Preghiera. La preghiera, come l’amore, supera ogni distanza.